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 Il triangolo delle Bermude

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onizuka7501
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MessaggioTitolo: Il triangolo delle Bermude   Il triangolo delle Bermude Icon_minitimeMer 22 Ott 2008 - 21:46

Uno dei misteri più fitti ed inquietanti che riguardano il nostro pianeta e fanno tremare i passeggeri di decine d’aerei e di navi che si trovano a transitare su una particolare zona della Terra; in un mondo dove l' uomo riesce a controllare la maggior parte dei fenomeni naturali e non, una porzione di Oceano Atlantico riesce ancora ad impaurire un genere umano che si crede invincibile.

Intanto, è bene dire che per Triangolo delle Bermude si intende un' area molto vasta dell' Atlantico che può essere racchiusa in un ipotetico triangolo appunto, con vertici nelle isole Bermuda, a sud, nelle Antille e nella punta meridionale della Florida.

In circa duecento anni il Triangolo "maledetto" ha fatto, fino ad oggi, precipitare decine d’aerei, e fatto inabissare altrettante navi, provocando centinaia di vittime, in una zona particolarmente famosa per il suo bellissimo clima.

Altro particolare che infittisce, ancora di più, il mistero che riguarda questa zona, è che di tutti gli incidenti avvenuti nel corso degli anni non è rimasta alcuna traccia, sia dei mezzi di trasporto che delle vittime, come inghiottite da un mare che affascina migliaia di turisti tutti gli anni, forse ignari di quello che sia accaduto proprio in quel punto nel corso degli anni.

Nell’ agosto del 1800, il triangolo delle Bermuda, compie una delle sue prime stragi documentate. Nell’ arco di appena due settimane la USS Insurgent e la USS Pickering, s’inabissano con il loro carico umano, rispettivamente di 340 e 90 persone, senza lasciare alcuna traccia.

Nel 1840 la Rosalie, nave mercantile partita dalla Francia e diretta ai Carabi, viene ritrovata completamente deserta,. tutto l’ equipaggio era scomparso, le scialuppe al loro posto e sia sui ponti che sottocoperta tutto appariva in perfetto ordine.

Nel novembre 1872, a nord delle Azzorre, il brigantino britannico Dei Grata avvista una nave apparentemente alla deriva, la Mery Celeste. A bordo nessuno rispondeva ai segnali, così il capitano della Dei Grata decide di salire a bordo per operare un’ accurata ispezione. Una volta salito a bordo, con sua enorme sorpresa, poté appurare che a bordo non vi era nessuno, il carico era intatto, così come le scorte di cibo; sul diario di bordo non vi era riportato nessun avvenimento particolare. Ma la cosa che lasciò più incredulo il capitano della Dei grata, fu la cabina del capitano che venne ritrovata chiusa da delle sbarre come per proteggersi da qualcuno o da qualcosa.

Non trascorrano nemmeno dieci anni dalla scomparsa dell’ equipaggio della Mery Celeste, che nel 1880 la nave britannica HMS Atlanta, salpata dalle Bermuda con un’ equipaggio di allievi ufficiali in addestramento, in tutto 290 persone, scompare improvvisamente senza lasciare alcuna traccia.

Alra scena tragicamente curiosa, appena un anno dopo a ovest delle Azzorre, quando al nave americana Ellen Austin, si avvicina una goletta integra, ma priva di equipaggio. Il capitano della Ellen vi lascia a bordo un gruppo di suo marinai, che però in seguito ad una tempesta, scompaiono. Un’ altra squadra sale a bordo per riportare la nave a terra, ma una nuova tempesta fa scomparire sia la goletta, che l’ equipaggio.

Stessa sorte tocca a molte altre navi che nel corso degli anni scompaiono senza lasciar traccia nell’ ordine: nel 1902il brigantino tedesco Frey partito da Manzanillo; nel 1918 la nave da rifornimento della marina americana USS Cyclops scompare misteriosamente dopo poche ore di navigazione con i suoi 309 marinai; stessa sorte nel 1926 per la nave da carico Cottopaxy e nel 1931 per il mercantile Stavenger; nel 1951 scompare una vecchia barca da guerra brasiliana, la San Paolo; mentre, nel 1966 è la volta di un grosso rimorchiatore con la sua chiatta di sessantacinque metri, il Southern Cities. Per tutti i casi sopra citati vennero eseguite ricerche, in alcuni casi si riuscì a rinvenire la sola nave, perfettamente integra, senza l’ equipaggio a bordo;in altri invece non si ebbe più notizia né della navi né delle persone che le occupavano.

Ancora più misteriosa la scomparsa della Witchcraft di Dan Burack, nave ritenuta inaffondabile, ma scomparsa, la vigilia di natale del 1967, anch’ essa in circostanze misteriose, addirittura accanto alla boa del porto; alla guardia costiera arrivò un singolo messaggio d’ aiuto da parte della nave, una barca partì subito in aiuto della Witchcraft, dopo circa venti minuti esatti era esattamente sul punto indicato da Burak, ma dell’ imbarcazione nessuna traccia. Per una quindicina di giorni vennero effettuate ricerche in una zona dove l’ acqua era profonda appena tredici metri, ma l’ imbarcazione ritenuta inaffondabile non fu mai più ritrovata. Stessa tragica sorte capitò all’ Anita, carboniera tedesca di rientro in Europa, sparita nel 1973 con i 34 uomini che componevano l’ equipaggio.

Il fenomeno che riguarda il Triangolo delle Bermuda, però, non interessa solo le navi; nel 1968, infatti, il sommergibile USS Scorpion scompare ai monitor di controllo insieme a 99 persone. Il relitto sarà ritrovato mesi dopo nel mare dei Sargassi ad oltre 3000 metri di profondità, ma le cause dell’ affondamento sono tuttora ignote.

Dai sommergibili agli aerei, che saranno soggetti all’effetto del Triangolo "maledetto" dopo la seconda guerra mondiale.

Nel 1945 un’ intera squadriglia dell’ aviazione statunitense, partita il 5 dicembre per un’ addestramento, da Fort Lauderdale, spariscono dagli schermi radar mentre erano sulla via del ritorno. Poco prima della scomparsa il comandante della squadra comunica alla base che non riusciva a determinare la propria posizione in quanto gli strumenti a bordo erano impazziti e non riuscivano a vedere nemmeno la vicina Florida, stavano quindi viaggiando alla cieca. Partirono in loro soccorso immediatamente vari aerei, tra i quali un idrovolante, che, successivamente, annunciò di trovarsi in difficoltà a causa di forti venti in quota; questo fu l’ ultimo messaggio del velivolo, scomparso anch’ esso.

Intorno agli anni cinquanta il ritmo delle sparizioni dei velivoli che passavano sopra il Triangolo delle Bermuda, cominciò a farsi molto preoccupante: nel 1947 scompare un C-54 con sei uomini a bordo, era diretto in Florida; sei mesi più tardi fu la volta di un quadrimotore passeggeri; nel 1949 si perdono le tracce di un DC-3 con una quarantina di persone a bordo, il pilota, era ormai pronto all’ atterraggio e riusciva già a vedere le luci della città; nello stesso anno, scompare un altro quadrimotore che dalle Bermuda andava in Giamaica; nel 1952 toccò ad un aereo da trasporto con trentacinque persone a bordo; nel 1954 ebbe la stessa sorte un aereo dell’ esercito americano.

Ma potremmo andare avanti ancora per molto ricordando il caso del quadrimotore cisterna nel 1956; quello dei due aerei simili al precedente scomparsi insieme nel 1958; il C-119 nel 1965; il Chase YC-122 con a bordo quattro persone scomparso misteriosamente nel 1967; il Cessna180n nel 1973.

Intorno agli anni ’80 furono alcune decine gli aerei scomparsi in circostanze misteriose, ma le caratteristiche di questi casi non sono molto differenti dagli altri, anche questi velivoli non mai stati più ritrovati e dalle loro cabine di comando non sono giunte indicazioni che potevano far pensare ad un possibile disastro.

Più recentemente il 12 maggio 1999 un Commander 500 in fase di atterraggio all’ aeroporto di Nassau, all’ improvviso il radar non rilevò più la presenza dell’ aereo, dopo circa trenta minuti riapparve, la torre di controllo lo indirizzò sulla pista a lui destinata, ma il velivolo scomparve nuovamente, e questa volta per sempre.

Nel gennaio del 2000 un Cessa 172 proveniente da Gran Bahama, stava per atterrare all’ aeroporto di St. Augustine, il tempo era ottimo, tutto procedeva senza problemi, quando il capitano dell’ aereo disse "torre di controllo, non vedo più niente", questa volta sia il corpo del pilota sia la carcassa dell’ velivolo precipitato furono ritrovato, ma come può improvvisamente un pilota perdere di vista la linea costiera e finire per precipitare rimane un mistero.

Questi sopra descritti sono i casi di scomparse inspiegabili avvenute all’ interno di una vasta porzione di Oceano Atlantico, anche se non abbastanza grande da giustificare un così gran numero di tragedie inspiegabili.

Di ipotesi se ne sono fate, e se ne faranno, a decine, dagli Ufo, a fenomeni magnetici e meteorologici, ma per il momento questa rimane una porzione di mare da evitare durante le nostre prossime vacanze.

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