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 CLIMA: ITALIA ALL'UE, SERVE CLAUSOLA DI REVISIONE COSTI

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MessaggioTitolo: CLIMA: ITALIA ALL'UE, SERVE CLAUSOLA DI REVISIONE COSTI   CLIMA: ITALIA ALL'UE, SERVE CLAUSOLA DI REVISIONE COSTI Icon_minitimeDom 19 Ott 2008 - 0:40

Citazione :
BRUXELLES - Dopo il
botta e risposta fra il commissario Ue all'Ambiente Stavros Dimas e il
governo italiano sui costi dell'attuazione del piano Ue sul cambiamento
climatico, la Commissione europea si è detta fiduciosa sulla
possibilità di trovare un accordo costruttivo entro il 2008, così come
indicato dai leader europei, nel summit di questa settimana.


Ma
l'Italia rilancia la richiesta di procedere ad una accurata valutazione
del rapporto costi-benefici, con una proposta che metterà sul tavolo
questo lunedì a Lussemburgo alla riunione dei ministri dell'Ambiente
Ue, alla quale parteciperà Stefania Prestigiacomo. Sarà quella
l'occasione, fanno sapere all'Esecutivo Ue, per un incontro fra il
commissario all'ambiente Stavros Dimas e il ministro italiano, per
fornire chiarimenti sul "potenziale impatto" del pacchetto. E questo
anche alla luce della polemica che in Italia ha seguito le
dichiarazioni del commissario Ue, che si era detto "allibito" per le
obiezioni italiane e sulla quale è tornato oggi il ministro per la
pubblica amministrazione Renato Brunetta, che ha definito il piano Ue
"una follia".

L'Italia proporrà, nella riunione di Lussemburgo,
una clausola di revisione al pacchetto 20-20-20 (20% riduzioni di Co2,
20% in più di energia rinnovabili e di efficienza energetica entro il
2020). L'ipotesi è di dare il via libera al pacchetto nel summit
europeo di dicembre, ma con una clausola di revisione che permetta
aggiustamenti, alla luce della valutazione dell'impatto del piano, da
effettuare nel corso del 2009. Non si tratta, ha precisato il ministro
dell'Ambiente, di una domanda di rinvio, ma della richiesta che
"l'impatto dei costi-benefici venga esattamente valutato nel corso del
2009 e, sulla base di tale valutazione, vengano eventualmente
riparametrati gli oneri previsti dal provvedimento".

Nella
riunione di lunedì e martedì il negoziato entrerà quindi nel vivo delle
cifre e della strategia, nella consapevolezza, come ha indicato la
stessa Commissione Ue, che sono vari i paesi che hanno preoccupazioni
sul costo di attuazione del piano, soprattutto in un momento di
recessione economica mondiale. Per questo è cruciale il ruolo che
giocherà la presidenza di turno francese, che oggi ha ribadito "la sua
determinazione a trovare una accordo entro il 2008". Per indirizzare il
dibattito, il presidente di turno francese, il ministro dell'ambiente
Jean-Louis Borloo, ha inviato un questionario ai 26 partner.

Le
problematiche sollevate vanno dalla individuazione dei settori
confrontati al rischio di carbon leakage (cioé la delocalizzazione
delle imprese a maggiore intensità energetica) all'assegnazione delle
quote di Co2 tramite aste e alla destinazione delle relative risorse da
parte degli stati membri; dai meccanismi di flessibilità sulla
riduzione dello sforzo nei settori non industriali fino al
finanziamento degli investimenti per la cattura e lo stoccaggio del
carbonio. L'Italia ha già fatto sapere che per i settori non
industriali, come quelli agricolo, civile e dei trasporti gli obiettivi
annuali dovranno essere sostituiti con un obiettivo intermedio,
vincolante al 2017.

Roma chiede anche un'estensione
dell'analisi del rischio di delocalizzazione non solo per le imprese a
maggiore intensità energetica, e ritiene anche necessario, in materia
di flessibilità, elevare dal 3 al 10% la quota di utilizzo dei crediti
di emissioni generati da progetti ambientali in paesi in via di
sviluppo. L'Italia pone anche una 'riserva' nell'assegnazione delle
quote al settore elettrico.

Fonte Ansa.it
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MessaggioTitolo: Re: CLIMA: ITALIA ALL'UE, SERVE CLAUSOLA DI REVISIONE COSTI   CLIMA: ITALIA ALL'UE, SERVE CLAUSOLA DI REVISIONE COSTI Icon_minitimeMar 21 Ott 2008 - 11:18

» 2008-10-21 09:12
CLIMA: UE, PRESTIGIACOMO, ACCOLTA PROPOSTA TAVOLO TECNICO


LUSSEMBURGO - La Commissione europea ha accolto la proposta dell'Italia di creare un tavolo tecnico per verificare i costi sul pacchetto clima. "Ci auguriamo - ha detto il ministro per l'ambiente Stefania Prestigiacomo - che nei prossimi giorni ci sia un chiarimento anche sul fronte dei costi". Abbiamo chiesto - ha proseguito - al commissario all'ambiente Stavros Dimas un tavolo tecnico proprio per chiarire la vicenda dei costi anche perché le nostre stime si basano su dei dati che ci ha fornito l'Unione europea. Il tavolo si formerà nei prossimi giorni così chiariremo anche questo aspetto".

In giornata l'avvertimento di Roma: senza importanti modifiche delle misure previste non sarà possibile trovare quell'unanimità tra i 27 necessaria per varare a dicembre l'accordo. E Bruxelles replica. L'obiettivo dell'Ue non cambia: la presidenza di turno francese punta a raggiungere un'intesa sul varo del pacchetto clima entro dicembre, cioé al prossimo vertice dell'Unione. Stemperati i toni della polemica Roma-Bruxelles sulle cifre relative ai costi dell'applicazione del pacchetto, il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo, in occasione della sua partecipazione al Consiglio dei ministri dell'Ue, ha sottolineato che "nessuno minaccia veti. Siamo venuti per esprimere il punto di vista dell'Italia e trovare soluzioni condivise". Ma "la nuova Maastricht per l'ambiente non si può fare se non c'é l'accordo su tutto". E l'Europa "non può svolgere il ruolo di Don Chisciotte" nel mondo. La posizione italiana, ha ricordato il ministro "non è isolata".

Gli interventi dei colleghi in occasione del Consiglio "hanno confermato che sono almeno dieci i Paesi che hanno l'esigenza di modificare il pacchetto alla luce dell'analisi costi-benefici". "Siamo qui per trovare un accordo", ha ribadito ancora Presigiacomo aggiungendo che però "le distanze sono notevoli". La volontà espressa dal Consiglio europeo la scorsa settimana di procedere all'unanimità è stata, per il ministro "molto saggia". Una volta passato questo principio, ha poi aggiunto, "sarebbe suicida non accettare almeno una parte delle richieste di modifica". E senza un'intesa all'unanimità - è la posizione italiana - l'accordo sarebbe destinato a slittare. Nel corso del suo intervento al Consiglio ambiente, Prestigiacomo - contrariamente a quanto da lei stessa anticipato all'arrivo a Lussemburgo - non ha esplicitamente chiesto l'inserimento di una clausola di revisione all'interno del pacchetto ma ha evidenziato più volte le proccupazioni derivanti dagli effetti della crisi finanziaria e dalla necessità di avere più tempo per valutarne l'impatto. Il pacchetto clima "é in linea con quanto si dovrebbe fare per fare fronte alla crisi economica e finanziaria", ha messo in evidenza il commissario Ue all'ambiente Stavros Dimas, il quale è apparso ottimista sulla possibilità di arrivare a un'intesa nei tempi fissati dal vertice Ue.

"Dovremo approfondire le questioni sul tappeto - ha detto Dimas mostrando apertura verso la possibilità di introdurre modifiche agli interventi previsti. Ma "le concessioni di deroghe - ha precisato il commissario - dovranno essere limitate nel tempo e nella portata". Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro francese Jean-Louis Borloo, presidente di turno del Consiglio ambiente dell'Ue. Secondo il quale "la scelta di tutti i leader è stata quella di concludere entro la fine dell'anno, ma tenendo conto dei problemi dei singoli Paesi. Nessuno - ha chiosato Borloo - ci ha dato un mandato per un rinvio" della decisione. Questa è la tabella di marcia e il Parlamento europeo è d'accordo con noi. Abbiamo un mese e mezzo di tempo per risolvere i problemi e trovare un accordo".

L'Italia, ha comunque ricordato Prestigiacomo, continua tra l'altro a chiedere che il regolamento sulle emissioni di CO2 delle auto venga discusso congiuntamente con il pacchetto clima. Un obiettivo che deve ancora essere raggiunto nel contesto di un negoziato che si annuncia in salita e caratterizzato da tempi molto stretti.

Fonte Ansa.it
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