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 BORSE EUROPEE A PICCO, WALL STREET IN CADUTA LIBERA

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MessaggioTitolo: BORSE EUROPEE A PICCO, WALL STREET IN CADUTA LIBERA   BORSE EUROPEE A PICCO, WALL STREET IN CADUTA LIBERA Icon_minitimeGio 16 Ott 2008 - 0:32

Seduta nera per le borse europee che mettono così fine ai rialzi dei
due giorni scorsi seguiti al piano anticrisi dei governi mondiali.

L'indice
paneuropeo DjStoxx 600 ha chiuso in calo del 6,4% dopo le forti perdite
registrate da Londra (-7%), Parigi (-6,8%), Francoforte (-6,5%) e
Milano (-4,95%) sui timori di recessione dell'economia globale.


RECESSIONE SCUOTE BORSE

(di Paolo Algisi)

MILANO
- L'allarme recessione stoppa il rimbalzo delle borse. L'euforia per i
provvedimenti dei governi mondiali è durata meno di due giorni e oggi
l'Orso è tornato a imperversare sui listini di tutti i continenti. La
paura per la crisi economica ha prima zavorrato le borse asiatiche (con
la sola Tokyo in rialzo) e poi ha spazzato 353 miliardi di euro dai
listini del Vecchio Continente.

A Wall Street, già negativa ieri, il Dow Jones ha perso il 7,97% e il Nasdaq l'8,47%.

A
spaventare gli investitori è stato il dato proveniente dagli Stati
Uniti sulle vendite al dettaglio a settembre: l'indice ha registrato un
calo dell'1,2%, peggiore del -0,7% atteso. Numeri così brutti non si
vedevano dall'agosto 2005 e così il pericolo recessione è tornato in
primo piano.

In Europa il pessimismo è stato rinfocolato dai
dati sui sussidi di disoccupazione in Inghilterra, saliti di 31.800
unità a 939.000 mila, i massimi degli ultimi due anni. Cancellati in un
sol colpo dunque gli effetti positivi che le trimestrali di Jp Morgan,
Coca Cola e Intel, tutte con utili sopra le attesa, avevano diffuso sul
mercato. Lo stesso presidente della Fed, Ben Bernanke, ha detto che,
anche in caso di fine della crisi finanziaria, la ripresa negli Usa non
sarà "immediata" mentre il Beige Book della Fed ha constata una frenata
dell'economia statunitense a settembre. "La tempesta sui mercati
finanziari pone una seria minaccia al benessere di tutti i cittadini
del mondo" aveva detto in mattinata il presidente della Fed di San
Francisco, Janet Yellen, affermando che gli Usa già sono in una fase di
recessione. Intanto i leader del G8, in considerazione della profondità
della crisi, hanno promesso "presto" un incontro per adottare riforme
condivise.

I mercati hanno così vissuto oggi una nuova
Caporetto. Mentre le misure per scongelare il mercato del credito
decise a Washington e Parigi hanno continuato a produrre cauti effetti
(l'Euribor a tre mesi è sceso ancora fermandosi al 5,17%) ed è
continuata l'iniezione di liquidità da parte della Bce (che anche ha
allargato la varietà dei titoli accettati in garanzia per i prestiti
alle banche) l'attenzione degli investitori si è spostata dalla finanza
all'economia reale, la seconda grande vittima della crisi scatenata dai
mutui subprime. Ad essere subissati dalle vendite sono stati i titoli
delle materie prime, i petroliferi, le costruzioni. E anche il calo del
prezzo delle commodities e del petrolio (oggi sceso sotto i 75 dollari
al barile) viene letto come l'effetto del temuto raffreddamento della
domanda globale. Così, fin dalla mattina in Asia, i giganti del settore
sono stati bersagliati dalle vendite. In Europa l'indice Dj Stoxx delle
materie prime ha perso il 15,5% con i tonfi di Anglo American (-20,1%),
Xtrata (-19,6%), Rio Tinto (-16,6%) e Bhp (-15%).

ASIA INCERTA, TOKYO TIENE- Dopo
il rialzo record (+14,15%) segnato ieri, la Borsa di Tokyo chiude gli
scambi odierni in territorio positivo a +1,06%, recuperando dal -1,44%
registrato a metà seduta. Il Nikkei, l'indice dei 225 titoli guida, si
porta a 9.547,47 punti, 99,90 in più della chiusura di ieri. L'indice
giapponese aveva aperto in ribasso, cosi' come e' accaduto a Singapore
(-1,92%) e Hong Kong (-1,33%).
Le Borse asiatiche dimenticano il
rialzo record messo a segno alla vigilia e tornano ad essere incerte a
un giorno dall'ingresso del Governo Usa nel capitale di nove colossi
bancari di Wall Street. A differenza di Tokyo, dove ha regnato la
volatilità con gli indici che alla fine hanno chiuso in rialzo dell'1
per cento, i principali indici dei mercati del "Far East" hanno chiuso
tutti con il segno meno (indice Msci Asia Pacifico -1%), lasciando così
intravedere un avvio di seduta debole anche per i mercati europei. Sui
titoli delle principali società hanno pesato inoltre le revisioni al
ribasso, comunicate da alcuni gruppi, delle stime sull'andamento
dell'esercizio in corso. Ad esempio nel settore delle materie prime ha
perso quota il gigante Posco (-5%) sull'annuncio che nel quarto
trimestre il gruppo assisterà ad una frenata della domanda a causa
della crisi in atto sui mercati internazionali. In flessione anche Bhp
Billiton (-3,4%) in scia al nuovo rallentamento delle quotazioni del
petrolio nelle contrattazioni notturne sotto i 78 dollari al barile.
Male poi i tecnologici con Samsung che ha lasciato sul terreno più di 2
punti percentuali dopo che il principale produttore di chip giapponese,
Elpida memory (-14%), ha presentato dei conti in rosso. Sottotono anche
i produttori automobilistici con Yamaha (-9%) e Mazda (-9,2%).

Fonte Ansa.it
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MessaggioTitolo: BORSE: EUROPA AFFONDA, WALL STREET VOLA   BORSE EUROPEE A PICCO, WALL STREET IN CADUTA LIBERA Icon_minitimeVen 17 Ott 2008 - 2:33

Citazione :
ROMA - I timori di una frenata peggiore del previsto negli Usa scuotono le Borse mondiali. Il Vecchio Continente ha ormai vaporizzato il rimbalzo di inizio settimana, perdendo altri 250 miliardi di capitalizzazione, con ribassi superiori ai cinque punti percentuali praticamente su tutte le piazze europee. Tokyo segna un tracollo dell'11,41%, l'Rts russo va indietro del 9,52%, mentre l'indice paneuropeo Dj Stoxx 600 cede il 4,96%, dopo aver brevemente sfondato anche i minimi di venerdi' scorso nel finale.

A Wall Street , dopo una giornata in altalena, il Dow Jones ha chiuso in forte rialzo: +4,89%.

Per il mercato, pero', il dato saliente e' che ovunque le lancette sono tornate indietro alla scorsa settimana, vanificando simbolicamente l'effetto di quanto fatto dalle amministrazioni Usa ed europee per fermare il panico. L'indicatore economico atteso da giorni alla fine e' uno choc. La produzione industriale americana a settembre e' scesa infatti del 2,8%, ben oltre le attese, e ai peggiori livelli dal 1974. Pesa la violenta stagione degli uragani e la chiusura di molti impianti petroliferi nella regione del Golfo del Messico. Ma il mercato vi legge soprattutto la parola 'crisi'. In questo scenario, la situazione non poteva che peggiorare quando con Wall Street gia' in contrattazione anche l'altro indicatore sullo stato di salute dell'economia americana e' risultato peggiore delle piu' cupe attese: a ottobre l'indice della Fed di Philadelphia, che sintetizza l'andamento del comparto manifatturiero statunitense, e' sceso a -37,5, dopo il +3,8 di settembre.

La nuova giornata da panico sulle Borse si era vista sin dal primo mattino, con il tonfo della piazza giapponese in scia ai crolli attorno agli 8 punti visti gia' la notte prima a Wall Street. Il tracollo si e' poi replicato nel mattino su tutte le piazze europee, con perdite superiori ai cinque punti percentuali quasi ovunque. Il dato sulla produzione industriale ha poi dato il via a vendite senza freni quasi ovunque. L'agenda della crisi si arricchisce intanto di nuove puntate, con un maxi salvataggio pubblico dei colossi bancari svizzeri Ubs e Credit Suisse, in cui il governo federale iniettera' rispettivamente 6 e 10 miliardi di franchi. Grazie a un prestito Bce da 5 miliardi di euro, intanto, la banca centrale ungherese ha cercato di parare i colpi al sistema finanziario nazionale, in una seduta di passione sull'azionario (-8,59% l'indice di Budapest). Per la prima volta dall'agosto del 2007, intanto, il petrolio e' tornato sotto i 70 dollari a New York.

Tra i singoli titoli a grande capitalizzazione, si sono visti tracolli del 13% su Rio Tinto e del 15% su Vedanta Resouces, mentre sul mercato delle materie prime i future sul rame sono scesi del 2,1%, per i timori di recessione. Il tonfo delle quotazioni del greggio ha appesantito tutti i petroliferi, con Total in calo del 9,2%, Royal Dutch Shell in flessione del 7,2%. Tra le grandi banche, Barclays e' scesa dell'11%, Ing del 15%. Nella seduta al cardiopalmo di Wall Street, nel ciclone sono finite soprattutto Citigroup (scesa di 1,32 dollari a 14,91), e American Express (giu' di 2,18 dollari a 22,23). Merrill Lynch e' andata giu' fino al 4%, mentre dopo il taglio delle stime annuali eBay e' arretrata dell'8,4%.

Nella tabella gli indici di riferimento delle principali Borse mondiali.

- Tokyo -11,41%
- Hong Kong -4,80%
- Shanghai -4,25%
- Londra -5,35%
- Parigi -5,92%
- Francoforte -4,91%
- Milano -6,78%
- Madrid -4,11%
- Amsterdam -5,69%
- Stoccolma -3,01%
- Zurigo -3,26%
- Dow Jones -0,44% (in corso)
- S&P 500 -9,76% (in corso)
- Nasdaq +0,47% (in corso).

Fonte Ansa.it

2008-10-16 21:53
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MessaggioTitolo: TOKYO RIMBALZA, EUROPA PARTE BENE POI FRENA   BORSE EUROPEE A PICCO, WALL STREET IN CADUTA LIBERA Icon_minitimeVen 17 Ott 2008 - 13:56

Citazione :
ROMA - Borse europee in frenata in vista di una partenza debole degli indici a Wall Street. L'indice paneuropeo Dj Stoxx 600 segna una flessione dello 0,11%, mentre le peggiori piazze finanziarie risultano Francoforte (-0,34%) e Amsterdam (-1,32%). Guadagni frazionali per Londra (+0,35%).

Partenza con il botto a Piazza Affari con la maggior parte dei titoli del paniere S&P/Mib fermati per eccesso di rialzo ancor prima di iniziare. Ora il Mibtel corre in progresso del 3,84% a 16.480 punti e lo S&P/Mib del 4,44% a 21.634 punti. Anche a Milano sono i finanziari a guidare la volata con Unicredit in testa. Bene anche Intesa Sanpaolo (+4,90%), Mediobanca (+2,06%) e Popolare Milano (+3,10%). Telecom rimbalza (+4,37%) ma resta sotto quota 0,9 euro. In corsa anche Fiat (+5,56%).

UNICREDIT: BORSA +6%. PROFUMO, SU LIBIA IN CDA DECIDONO I SOCI

Piazza Affari brinda al rafforzamento dei libici nel capitale di Unicredit e scommette ora sull'arrivo di altri soci. All'indomani del blitz della Banca Centrale libica nel capitale del gruppo, il titolo, dopo uno stop al rialzo in apertura, è entrato agli scambi con un balzo superiore al 10%. E a fine mattinata conferma parte dei guadagni (+6,6% a 2,3 euro) fra scambi vivaci in un listino che ha nel frattempo rallentato. "Il rialzo dopo il tonfo di ieri è senz'altro legato all'arrivo dei libici. La loro presenza è considerata amichevole, ma l'idea del mercato è che sulla banca possa metterci gli occhi qualcun altro", commenta un operatore. Ieri la Banca Centrale Libica ha annunciato di aver portato al 4,2%, anche attraverso le controllate Libyan Investment Authority and Libyan Foreign Bank, la quota in Unicredit in parte ereditata dalla vecchia partecipazione in Capitalia. Gli acquisti sono stati realizzati sul mercato per un valore che ai prezzi di ieri si aggirava intorno a 1,2 miliardi di euro. Altri 500 milioni massimi verranno investiti dai libici nei bond legati alla manovra sul capitale da complessivi 6,6 miliardi varata dalla banca all'inizio di ottobre. Il rafforzamento della Libia dimostra "l'interesse che loro hanno nella nostra azienda e che anche loro considerano molto buona", ha osservato stamattina l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, a margine dell'incontro Abi-Confindustria a Milano. Il banchiere ha poi rinviato ai soci e al Cda un eventuale decisione sull'ingresso di un rappresentante di Gheddafi nel consiglio.

TOKYO RIMBALZA DOPO CROLLO

Dopo il crollo record di ieri (-11,41%) la Borsa di Tokyo chiude gli scambi odierni con un rimbalzo del 2,78%, in scia all'accelerata registrata da Wall Street che ieri ha chiuso a +4,89%. L'indice Nikkei si porta a 8.693,82 punti, 235,37 in più della chiusura di ieri.

I listini in Asia si muovono scomposti: a Tokyo l'indice guida mette a segno un piccolo rimbalzo guidato da finanziari e utilities ma altrove prevalgono gli ordini in vendita e la seduta è all'insegna della volatilità. Prevale la cautela, commentano gli operatori e i più preferiscono rimanere alla finestra. "Gli investitori a lungo termine - sottolinea un gestore da Tokyo - stanno fermi aspettando che finisca questo periodo" di incertezza. Tra i finanziari in luce Mitsubishi Ufj che ha guadagnato il 2%. Nel settore energia bene Tokyo Electric Power che ha corso in progresso dell'8,2% e Kansai Electric (+7,5%). Tra gli immobiliari da segnalare Hang Lung Properties a Hong Kong in rialzo del 5%. In evidenza Ntt (+9,8%) tra i telefonici e Kddi (+5,7%) sostenuti da un report positivo sul settore tlc di Nikko Citigroup. Tonfo tra i finanziari per Kb Financial (-8%) e Woori Finance Holding (-6,3%) sull'ipotesi di un taglio del rating da parte di Standard&Poor alle banche che le due società controllano. Debole Hitachi (-4%) dopo che Goldman Sachs ha abbassato a 'sell' il suo consiglio agli investitori sull'ipotesi di una revisione al ribasso delle stime sugli utili. L'esposizione sull'Islanda è costata a Waterland Financial Holding un calo del 3,4% e del 3,5% a Cathay Financial Holding. Di seguito gli indici dei titoli guida delle principali Borse dell'Asia: - Tokyo +2,78% - Hong Kong -0,03% - Shanghai +0,48% (IN CORSO) - Taiwan -2,28% - Seul -2,73% - Sydney -1,06% - Bombay -0,79% (IN CORSO) - Singapore +0,37% (IN CORSO) - Kuala Lumpur -0,32% (IN CORSO) - Bangkok +1,97% - Giakarta -2,62% (IN CORSO).

EUROPA, IERI BRUCIATI 250 MILIARDI

Ieri i timori di una frenata peggiore del previsto negli Usa avevano portato il Vecchio Continente a vaporizzare il rimbalzo di inizio settimana, perdendo altri 250 miliardi di capitalizzazione, con ribassi superiori ai cinque punti percentuali praticamente su tutte le piazze europee. Tokyo segna un tracollo dell'11,41%, l'Rts russo va indietro del 9,52%, mentre l'indice paneuropeo Dj Stoxx 600 cede il 4,96%, dopo aver brevemente sfondato anche i minimi di venerdi' scorso nel finale.

Per il mercato, pero', il dato saliente e' che ovunque le lancette sono tornate indietro alla scorsa settimana, vanificando simbolicamente l'effetto di quanto fatto dalle amministrazioni Usa ed europee per fermare il panico. L'indicatore economico atteso da giorni alla fine e' uno choc. La produzione industriale americana a settembre e' scesa infatti del 2,8%, ben oltre le attese, e ai peggiori livelli dal 1974. Pesa la violenta stagione degli uragani e la chiusura di molti impianti petroliferi nella regione del Golfo del Messico. Ma il mercato vi legge soprattutto la parola 'crisi'. In questo scenario, la situazione non poteva che peggiorare quando con Wall Street gia' in contrattazione anche l'altro indicatore sullo stato di salute dell'economia americana e' risultato peggiore delle piu' cupe attese: a ottobre l'indice della Fed di Philadelphia, che sintetizza l'andamento del comparto manifatturiero statunitense, e' sceso a -37,5, dopo il +3,8 di settembre.

Tra i singoli titoli a grande capitalizzazione, si sono visti tracolli del 13% su Rio Tinto e del 15% su Vedanta Resouces, mentre sul mercato delle materie prime i future sul rame sono scesi del 2,1%, per i timori di recessione. Il tonfo delle quotazioni del greggio ha appesantito tutti i petroliferi, con Total in calo del 9,2%, Royal Dutch Shell in flessione del 7,2%. Tra le grandi banche, Barclays e' scesa dell'11%, Ing del 15%. Nella seduta al cardiopalmo di Wall Street, nel ciclone sono finite soprattutto Citigroup (scesa di 1,32 dollari a 14,91), e American Express (giu' di 2,18 dollari a 22,23). Merrill Lynch e' andata giu' fino al 4%, mentre dopo il taglio delle stime annuali eBay e' arretrata dell'8,4%.

Nella tabella gli indici di riferimento delle principali Borse europee.

- Londra -5,35%
- Parigi -5,92%
- Francoforte -4,91%
- Milano -6,78%
- Madrid -4,11%
- Amsterdam -5,69%
- Stoccolma -3,01%
- Zurigo -3,26%

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2008-10-17 12:20
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