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 Il resto della notte (uscita 15 ottobre 2008)

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kratos83
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MessaggioTitolo: Il resto della notte (uscita 15 ottobre 2008)   Il resto della notte (uscita 15 ottobre 2008) Icon_minitimeMer 15 Ott 2008 - 12:49

Il resto della notte (uscita 15 ottobre 2008) Il_res10

TRAMA
La moglie di un industriale di provincia, Silvana, sofferente da tempo di disturbi nervosi, crede che la giovane domestica rumena, Maria, sia responsabile della sparizione di alcuni oggetti preziosi nella propria casa. Senza alcuna prova, la donna decide di licenziare su due piedi la giovane. Maria, dopo un inutile e disperato vagabondare, decide di tornare in casa del suo ex fidanzato, Ionut: l'uomo è da poco uscito di galera e ora condivide un poverissimo appartamento di ringhiera col fratello minore adolescente Victor. Tra Ionut e Maria rinasce una passione che sembrava sopita da tempo. Purtroppo però i giovani amanti sono i primi ad accorgersi che gli equilibri familiari sono cambiati: Victor guarda con sospetto la neo arrivata Maria, celando dietro atteggiamenti infantili, una gelosia quasi morbosa per Ionut, accresciuta dalla recente scomparsa della madre. Ionut intanto ha cominciato a frequentare Marco Rancalli, un giovane cocainomane, con cui condivide un giro di piccola malavita. Marco a sua volta ha una storia difficile alle spalle, un figlio di otto anni Luca, affidato da molti anni alla ex-moglie. Quando la donna, esasperata per il suo comportamento incosciente e pericoloso, decide di togliergli la possibilità di vedere il figlio, l'aggressività dell'uomo raggiunge livelli di guardia. La famiglia dell'industriale da cui è partita la storia, e le ricchezze della loro casa, diventano ora l'obiettivo primario di questa banda di disperati. Gli equilibri emotivi dei personaggi già molto precari, cominciano ad incrinarsi, facendo precipitare gli eventi verso un tragico epilogo.

COMMENTO
Francesco Munzi, regista dell’apprezzato Saimir, ci proietta nella quotidianità "clandestina" dei giorni nostri. Una famiglia bene nel nord Italia (nello specifico Brescia), una coppia di giovani romeni, un padre tossicodipendente alle prese con il figlio: le solitudini individuali, le paure di non riuscire a farcela, una rapina finita male, storie che si intrecciano e che ci consegnano un malessere di oggi più che mai vivo.
Se nel precedente successo, Saimir era un personaggio quasi eroico, che alla fine, nonostante l’ambiente in cui era cresciuto, le difficoltà economiche e sociali, trovava dentro di sé la forza di ribellarsi, in questo ultimo lavoro, Munzi ha preferito lavorare sulla complessità, sull’ambiguità, senza però mai perdere di vista l’umanità di ciascun personaggio.
Purtroppo qualche superficialità stilistica la si scorge, come qualche stereotipo narrativo di troppo: dai rom–bambini intenti a derubare, fino alla figlia viziata dell’industriale del nord, si tentano di raccontare mondi differenti, fazioni di ricchi e poveri, francamente ben noti.
La cronaca di tutti i giorni, come si è visto, talvolta ha sovvertito questi luoghi comuni, talvolta li ha però tragicamente confermati.
Bisogna riconoscere, che al di là di qualche defezione, la pellicola ci mostra uno spaccato pressoché veritiero e più che mai vicino alla realtà di oggi, una società che appare in allerta e che ha paura del diverso.
Intoppi a parte, il film risulta ben costruito, in particolare per l’apprezzabile lavoro su alcuni personaggi.
C’è la malinconia e il malessere di Sandra Ceccarelli, brava ancora una volta, nei panni della signora borghese, risentita e tradita dal mondo, ma non solo.
C’è Stefano Cassetti, l’ottimo Roberto Succo di qualche anno fa, ri(posseduto) dal demone violento, della droga, capace però di gesti d’affetto sinceri nei confronti del figlio.
E poi c’è lo straniero che (non) ti aspetti, che vive di piccoli furti, ma che nasconde l’animo premuroso e affettuoso per il fratello e per l’amore ritrovato.
Storie che vanno ad intersecarsi, periferie lontane, ma che nello stesso tempo sono così vicine, per contrasti e incomprensioni, e che alla fine, drammaticamente, non risparmiano nessuno.
La pellicola, ben accolta all’ultimo Festival del Cinema di Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs, è stata forse un pò offuscata dai Garrone e Sorrentino, ma non per questo ha tradito le aspettative di un cinema italiano fortemente rinato e che dalla Croisette è tornato trionfante.

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